Orari

lunedì da martedì a domenica
chiuso 08:00 - 18:00

Ingresso libero

Entrata consentita fino a 30 minuti prima della chiusura

Necropoli

Secondo l’antica denominazione greca, la Necropoli identifica la “città dei morti”. Con questo nome si individua la zona ai lati e sul retro dell’Ossario Centrale destinata, come si legge nei documenti dell’epoca, prevalentemente alle “cappelle di famiglia”. Un’area prestigiosa, dove le famiglie più agiate ambivano erigere le proprie edicole. La Necropoli è popolata da numerose architetture che ne fanno un “paesaggio costruito” di notevole interesse. Gli stili architettonici si susseguono con una spiccata varietà, accostando ornati, materiali e strutture che attingono ai diversi momenti della storia e dell’arte, così da diventare quasi un campionario dell’inventiva eclettica. 
A differenza dei Riparti, essa non è delineata da incroci perpendicolari, ma si conforma ad ottagoni concentrici, ammettendo quindi le diagonali e gli incroci obliqui, opponendo gli spigoli e i cambiamenti di direzione alle fughe prospettiche illimitate, allungandosi in vie laterali e consentendo le vedute di scorcio.
La Necropoli si conclude a settentrione in uno slargo che ospita l’edicola Chierichetti in rapporto prospettico con la “torre” innalzata per la famiglia di Antonio Bernocchi che si erge al centro dell’ottagono e segna la “piazza”, attorno a cui ruotano le strade, gli isolati e le costruzioni di questa vera e propria città in miniatura.
Le sepolture della Necropoli, a differenza di quelle degli altri Riparti, non adottano la distinzione fra spazi e numeri ma seguono una numerazione singola e progressiva.
Sul lato sinistro della scalinata d’ingresso all’Ossario vi è la tomba dell’attrice di teatro e cinematografica Dina Galli (1877-1951).
Il lato esterno della Necropoli, subito a sinistra dell’Ossario, propone una serie di sepolture, alcune innalzate sopra alti basamenti e provvisti di gradinate, che formano una “parata” monumentale di sculture, architetture, stili e tendenze.